10 Lunghi Anni

10 Luglio 2009 è la data del primo post di questo sito.

Si chiama Cosa ho fatto, ma in realtà era partito come una specie di post programmatico per me stesso, che però alla fine non ho più cancellato e ho solamente rinominato, anche se adesso non ricordo esattamente quale fosse stato il titolo iniziale.

All’inizio, il mio fine era avere puramente un sito, e avevo passato diverso tempo a mescolare diversi software, talvolta in modo un po’ goffo, solo per il gusto di farlo. Il cuore era basato su Flatpress e dopo pochi mesi (Gennaio 2010), è rimasto solo quello e ho eliminato le altre aree. Il nucleo della piattaforma è poi restato invariato per 9 anni e mezzo, anche se col passare del tempo ci ho aggiunto e modificato diversi plugin. A volte ripenso ancora proprio a quanto siano stati osceni certi tentativi di plugin, dei veri e propri orrori della programmazione.

Lo scorrere del tempo ha cambiato la natura degli articoli: all’inizio mi capitava di usarlo come un vero e proprio web log, diario nella rete, anche se l’argomento era comunque la tecnologia.

Con gli anni ho cominciato a scriverci sempre meno, un po’ perché ho dovuto dedicare più tempo alla mia istruzione, un po’ perché cerco di puntare sulla qualità piú che sulla quantità. Cerco di fare contenuti originali, scritti al meglio delle mie capacità e che possano veramente interessare a qualcuno: mi piace l’idea di chiamarli, per questi motivi, articoli e non post. … [Leggi il resto]

Unity

Unity è un game engine che può creare contenuti per un gran numero di piattaforme: dal classico computer, agli smartphone, alle console di videogiochi.

Contrariamente al mio solito, ho provato questo pacchetto che, pur potendo creare contenuti per Linux, non è disponibile per questo OS, né è software libero.

Tuttavia ho deciso di provarlo perché è estremamente diffuso ed è sempre ben lodato e finalmente ne ho capito il motivo.

Essenzialmente Unity rende estremamente facile e soprattutto veloce la creazione di un gioco: anziché focalizzarsi sulla stesura del codice, si concentra sulla creazione dei livelli di gioco su un editor grafico. Quindi le varie entità, tra cui ad esempio le mesh, vengono create direttamente lì, poi, seguendo un design molto modulare, si possono abilitare diversi comportamenti, che vanno dalla fisica all’emissione di luci e audio. Soprattutto si possono associare degli script C#, che alla fine sono solitamente delle classi che implementano alcuni metodi prefissati.

Per il momento ho seguito un paio di tutorial, e risultati sono stati estremamente soddisfacenti. In un’ora si riesce a fare ciò che un motore più tradizionale, basato tutto sulla stesura di codice richiederebbe almeno un giorno, se non due.

La cosa più simile che io abbia usato finora è Blender Game, ma Unity come vantaggio ha che è più facile da usare. Uno svantaggio è che Unity è più pesante sia come installazione, che come grandezza del gioco creato.

Non escludo che magari in futuro io non arrivi magari a rilasciare anche qualcosa fatto con questo engine, anche perché tra velocità d’uso e semplicità rende possibile anche pensare di completare un gioco anche a una persona da sola.

Android Nougat su Oneplus One

Quasi un anno fa decisi di comprare il Oneplus One al posto del Oneplus 2 e uno dei motivi che mi spinsero verso questa scelta era che il mondo del modding di OPO era, ed è tuttora, estremamente ampio.

Un’ulteriore conferma è arrivata quando l’utente updateing di XDA ha portato Android Nougat su OPO in meno di una settimana dalla sua uscita.

Ormai lo sto usando da due settimane e, benché la ROM sia espressamente marcata come Experimental, posso dire che è praticamente adatta all’uso quotidiano. Mi è capitato solo un paio di volte che si riavviasse da sola. All’inizio non andava l’encoder hardware dei video, quindi non era possibile usare la fotocamera per fare i video, ma con le ultime build anche questo è stato sistemato.

Sono rimasto impressionato quando subito ha funzionato tutto, anche sensori e GPS, perché io stesso avevo provato tempo fa a portare CM sul mio vecchio Huawei e dopo mesi in più persone non eravamo riusciti ad arrivare a una simile stabilità. … [Leggi il resto]

Perché evitare Ephesoft Community

Ephesoft è un software che afferma di essere il miglior strumento di automatizzazione dell’acquisizione dei dati.

È una piattaforma web che gestisce le scansioni: è in grado di riconoscere i documenti, li divide automaticamente, li categorizza, ed estrae automaticamente le loro informazioni.

Fondamentalmente si basa su un motore OCR, con cui ricostruisce i testi e li confronta, tramite Apache Lucene, con dei modelli impostati dall’amministratore di sistema.

Viene distribuito in diverse versioni, tra cui una “community”, rilasciata sotto GNU Afferro GPL, che ho provato, ma non mi ha per nulla convinto.

In breve, questa versione è quasi del tutto priva di documentazione, non è aggiornata e sembra che il suo unico scopo, più che far provare il prodotto o rappresentare una soluzione per degli “smanettoni interessati all’argomento” 1, sia di far passare alle versioni a pagamento.

Tuttavia, se la versione a pagamento soffre degli stessi problemi di quella gratuita, allora più che avvicinare al prodotto commerciale, ha l’esito opposto. … [Leggi il resto]

D-Link DHP-308AV (poweline)

Spesso si parla di internet delle cose, ma la maggior parte delle case non è stata ideata per avere reti ethernet.

Certo, i dispositivi che supportano il wireless sono moltissimi, ma a volte il cavo risulta più comodo: è più economico da implementare, più diffuso, ha certe funzionalità ancora non disponibili con la wireless, come Wake On Lan.

Un’idea è quella di un bridge wireless, ne avevo già parlato, tuttavia la mia soluzione, per farlo sembrare uguale a un collegamento tramite cavo, era molto dirty (questa volta neanche quick). Avevo già previsto non sarebbe durata per sempre, e così è stato: c’erano lungi tempi e quando il client era disattivo il server mandava molti pacchetti ARP, cosa fastidiosa al pensiero.

La soluzione più vantaggiosa ed economica sarebbe un buon vecchio cavo, ma era difficile nel mio caso: avrei dovuto attraversare una parete di 25cm, perché per la rete non si possono usare i corrugati della corrente.

Visto che in questi anni sono scese molto di prezzo, ho deciso di valutare la soluzione delle powerline, così ho comprato il kit D-Link DHP-309AV, che contiene due adattatori DHP-308AV. Mi è venuto il doppio del cavo (27€ su Amazon), ma almeno ho verificato questa tecnologia. … [Leggi il resto]