Xandros: l'esempio sbagliato di Linux

È da qualche anno che si sente parlare di Xandros, se si sente parlare, si sente male.

Tra i commenti che ho visto più spesso c’è “Xandros fa sembrare gli eeePC dei giocattoli clementoni”.

Oggi l’ho provato di persona e devo dire che è abbastanza vero.

L’interfaccia come idea non è troppo male: una lista di applicazioni divise per categoria.

È la realizzazione che fa pena. E lo sforzo di creare elementi grafici che ricordino Windows crea solo una gran confusione all’utente.

Da windows ha anche preso l’aggiornamento dell’antivirus, che richiede il riavvio 😉

Xandros comunque è una derivata da Debian, perciò implementa il sistema dpkg. Ho provato a eseguire un aggiornamento ma i software coinvolti sono veramente pochi e la connessione non giocava a mio favore… Insomma, ci ho rinunciato. Firefox è rimasto alla versione 2.0 ma un upgrade secondo me è difficile per l’utente: richiederebbe l’aggiornamento/installazione di librerie come le GTK.

Secondo me la preinstallazione di Linux nei netbook avrebbe potuto avere successo, se svolta opportunamente.

Prendiamo per esempio Crunchbang, una distribuzione derivata da Debian (e precedentemente da Ubuntu) di cui ho parlato un po’ di tempo fa: come già specificato è una derivata di Debian, però i suoi sviluppatori hanno deciso di tenere il repository di Debian per far rimanere il software. Però hanno aggiunto un loro repository con i temi e i metapacchetti vari.

Insomma, alla Asus quella volta hanno toppato.

Ma ciò che mi dispiace di più è la reazione che ha provocato negli utenti: ho letto in un forum di qualcuno che non avrebbe mai più voluto sentire di Linux per colpa di questa sfortunata distribuzione.